Se ieri ero triste oggi sono distrutto… non avrei immaginato una cosa simile. Piangere tutta la mattina all’interno di una palestra dove di solito ci si diverte e si gioca accompagnato dalle lacrime di 700/800 altri studenti e un centinaio di genitori. Ok, come introduzione sembra o un film horror o una tragedia… cercherò di spiegare.
1. Prima di tutto un inchino all’America. Anche immaginando che i 10 mesi che ho passato qui fossero stati terribili, noiosi e di soli sacrifici, gli ultimi due giorni avrebbero dato una ragione a tutto. Un rutto in faccia all’Italia che continua a pretendere di vivere facendo finta di niente.
Di cosa parlo? Del famoso DUI, Drink and Driving, Guidare sotto l’effeto di Alcolici… decidete voi come chiamarlo.
Ogni settimana in Italia 120+ persone muoiono sulle strade. Il 50% sono teenagers come me, come la maggior parte di voi, i miei amici. Ogni settimana… molto di più dei morti causati da una guerra come quella in Iraq. Wow, solo questo dovrebbe far pensare eh?
Ieri e oggi ho assistito alla campagnia contro la guida sotto effetto dell’alcool più impressionante a cui abbia mai partecipato o sentito parlare. Eccola:
Sono le 7.50 di mattina, sono nel campo da Football con un supplente di educazione fisica a correre con i miei compagni quando si presentano due poliziotti accompagnati da un “assistente sociale”. Ci viene chiesto di sederci e il poliziotto (Highway Patrol) ci legge un report che dice che il nostro prof, ex giocatore professionista di football nell’NFL, moglie e due figli è morto ieri notte a causa di un incidente causato da una macchina guidata da un “allegro”. Nello stesso momento la stessa cosa viene fatta ogni 15 minuti in varie differenti classi prendendo in causa 24 alunni assenti quel giorno con storie diverse, chi stava andando con lo skateboard ed è stato investito, chi andava a giocare a calcio con la mamma, chi andava in moto ecc… Viene messa una rosa rossa sul suo banco, la sua foto con la storia di come è morto appesa in classe. Nello stesso momento un “cappellano” in uniforme si presenta dai genitori, al lavoro o a casa e li notifica della morte del figlio. Nonostante il tutto è simulato in generale la cosa prende non so come realtà, i genitori e i compagni si disperano, per fortuna anche io sapevo fosse una messa in scena, ci sono stati ragazzi scoppiati in lacrime nelle classi, chi è stato male. E questo non è niente.
Passano un paio d’ore dagli altoparlanti sparsi per il campus una voce di una donna in lacrime annuncia un incidente sulla strada che passa davanti alla scuola. Tutti gli alunni sono invitati ad uscire. Arrivati all’ingresso della scuola c’erano delle scalinate dove veniamo fatti sedere. Al centro due macchine una contro l’altra con all’interno 4 studenti della scuola. Miei buoni amici. 2 svenuti con la faccia piena di vetri e sanguinanti, di una ragazza si poteva vedere solo un braccio spuntare da un finestrino e il pilota della macchina che ha causato tutto nella macchina sotto shock. Tempo 30 secondi e si sentono in lontananza delle sirene. Una macchina della polizia arriva sul posto. Dopo un altra, un altra ancora, poi i vigili del fuoco, poi un ambulanza, e per finire un elicottero del soccorso sorvola la zona. Esattamente come in questa foto.
I poliziotti cercano di fare il punto della situazione cercando di svegliare i ragazzi. Tutte le voci erano amplificate in modo che il migliaio di studenti potesse sentire. Poi entrano in azione i vigili del fuoco che devono tagliare a pezzi una delle macchine per estrarre i corpi. Rompono a martellate i vetri poi con una tenaglia idraulica tagliano i sostegni del tetto che viene rimosso. Nel frattempo il pilota della macchina viene interrogato dalla polizia. Gli vengono fatti fare dei test per capire se era sotto l’effetto di alcool o droghe. Positivo. Fallisce il test.
I due ragazzi nella macchina vengono estratti, la ragazza caricata su un ambulanza e il ragazzo che era alla guida sull’elicottero che era atterrato nel frattempo. A quel punto mi chiedevo perchè nessuno prestava soccorso alla ragazza nella macchina che ha causato tutto, di cui si vedeva solo un braccio sanguinante spuntare da un finestrino. Poi ho scoperto come mai. I paramedici la caricano su una barella e la appoggiano a un metro da me, che ero in prima fila. Aveva un pezzo di vetro conficcato in un occhio. Dopo averla appoggiata per terra viene coperta con un telo bianco e nello stesso momento arriva un pulmino con una scritta “Coroner”. Brutto segno. Due ragazzi scendono con un sacco e una targhetta con un elastico. La appendono al suo piede, la infilano nel sacco e la portano via…
Il ragazzo che guidava viene ammanettato e portato in caserma.
A quel punto un insegnante prende il microfono e legge i risultati dell’incidente. Il ragazzo alla guida dell’altra macchina è morto mentre era in volo per l’ospedale, la ragazza con il vetro evidentemente ha fatto la stessa fine, mentre la ragazza si salva con qualche frattura e il pilota viene trasferito in galera essendo 18enne.
E l’hanno fatto veramente, i ragazzi sono stati trasferiti in sala operatoria dove vengono simulate situazioni di emergenza, CPR, operazione ecc, il dottore del ragazzo che sarebbe morto deve incontrare i suoi genitori e notificarli e ne discutono la donazione degli organi, la morta in camera mortuaria e l’arrestato in una camera dietro le sbarre, con assassini e stupratori, deve telefonare ai genitori e spiegare cosa è successo, che ha ucciso due suo amici e gravemente ferito un altro. Poi tutti e 24 vengono trasferiti in una casa per un ritiro durante il giorno e la notte senza aver la possibilità di contattare nessuno.
Wow, tutta la scuola sapeva fosse una messa in scena, con tanto di posti a sedere eppure… Sembrava di assistere ad un vero e proprio incidente, con la pelle d’oca per un ora passata, lacrime agli occhi vedendo i nostri amici morti o morire. Usciamo da scuola dove sono state messe le lapidi dei ragazzi e il resto della giornata come potete immaginare è passato in silenzio, tristezza e tanti pensieri.
Oggi si torna a scuola. Veniamo diretti in palestra, tutti si siedono e dall’ingresso compare un anziano che suona la cornamusa seguito da una bara e tutti i 24 ragazzi + l’insegnante che ieri erano “morti”.
E qui comincia la parte shockante.
Ci viene mostrato il video del giorno prima, con tutte le foto delle vittime da bambini, con i genitori, sorelle e fratelli.
Tre dei 24 ragazzi “morti” salgono sul palco uno alla volta per leggere una lettera d’addio ai genitori, anche loro presenti. Poveretti… Ci sono voluti 10 minuti a frase, non riuscivano nemmeno a parlare dal pianto, tremavano. I genitori ancora peggio.
A quel punto credo che circa 600 studenti nelle balconate stessero piangendo presi moooolto male.
Poi tocca ai genitori fare la stessa cosa. Lettera d’addio ai figli. Idem. Anzi, forse peggio. A quel punto l’ambiente nella palestra era molto, ma molto peggiore di una chiesa durante un funerale. Su mille studenti presenti non si sentiva ronzare nemmeno una mosca, solo gente in lacrime. Una sensazione che non avevo mai provato prima.
Dopo di loro la parola va ad un signore delle pompe funebri. Racconta della sua esperienza iniaziando con “Ragazzi, se avete voglia di bere e guidare sarò io l’ultima persona a vedervi, a mettere assieme come un puzzle la vostra faccia, le vostre gambe e braccia raccolte per la strada, a farvi il bagno 4 volte per togliervi l’asfalto dai capelli.”. Il resto del discorso era più o meno sullo stesso andare… Anni passati a consigliare ai genitori di non aprire quella sacca nella bara, consigliargli di non voler vedere per l’ultima volta i loro figli date le condizioni.
E così sale una mamma, con un poster raffigurante la foto di suo figlio, investito 4 anni fa da un ubriaco. Raccontando di aver vissuto 3 settimane nel letto di suo figlio abbracciandone i cuscini, aver divorziato e dover tutt’ora prendere medicine anti depressione.
Stessa cosa la responsabile per le relazioni pubbliche delle polizia della Sonoma County, che ci chiede per favore di non far si che sua mamma si presenti nel suo ufficio e le svenga sul pavimento dal dispiacere, come le succede tutti i giorni. Ci chiede di immaginare noi stessi coinvolti in un incidente mortale. Prima di uscire per l’ultima volta abbiamo salutato i familiari dicengogli che gli vogliamo bene? Abbiamo qualche probabilità di non tornare a casa ogni volta che usciamo dalla porta.
Wow… non so se raccontata così, da un ragazzino, la cosa rende il senso o no. Magari no, potrebbe essere una di quelle storie che sentiamo spesso, inoltre falsa. Tutto inventato. La poliziotta nell’intervento ha chiesto ai volontari di primo soccorso che hanno preso parte ieri all’incidente di alzarsi. Una trentina di ragazzi tra paramedici, poliziotti e vigili del fuoco si alzano. Poi chiede a chiunque conoscesse le DUE vittime di fare la stessa cosa. Si sente un boato, un migliaio di persone si alzano in piedi. Allora tutti si guardano in giro e ci viene detto “Varda, per un ragazzo che aveva deciso di bere due birrette prima di guidare quanta gente viene coinvolta, a quanta gente viene cambiata la vita per sempre.”.
Fine.
Si esce ed era ora di pranzo. Il nostro campus solitamente è moooolto allegro. Ragazzi che urlano e scherzano ovunque, si mangia, si dice ciao agli amici. Oggi è il nostro pranzo è passato in un silezio inquietante, nessuno con il sorriso, io personalmente non ho nemmeno mangiato pensando che in Italia fossero le 22.30 e che mio fratello con i miei amici potesse tranquillamente aver fatto serata in qualche bar e si stessero conducendo a casa alla guida di una macchina. O ancora peggio, che qualche altro buon ragazzo abbia fatto la stessa cosa e in quello stesso istante stesse investendo i miei genitori mentre camminavano su un marciapiede.
Ma per fortuna noi ragazzi siamo molto forti, ci sentiamo immortali! Quanti pensano “ma tanto con tutta la gente che c’è in giro non succederà mica a me…” oppure che tanto ho gia fatto altri incidenti senza farmi niente! Yeaaaahhhh! Infatti non sempre si muore per ste cose… no infatti> foto. Per chi non sapesse l’inglese il titolo dice “non chiunque viene colpito da un “drunk driver” muore”. No, non è detto, hai più probabilità di rimare (si sprecate un minuto della vostra vita e guardatevi il video) così! Molte più probabilità!
Tradotto da una brochure che ci è stata data: “Purtroppo è comune nella nostra società associare incidenti correlati all’alcohol come appunto incidenti. Durante questa esperienza viene fatto capire ai ragazzi che non è un incidente. La National Traffic Highway si riferisce a questi tipi di reati come scontro in quanto un incidente è imprevedibile e inevitabile quando questi sono prevedibili ed evitabili. Questo è importante in quanto scontri relati all’alcohol sono una scelta consapevole del pilota.”
No, non sono impazzito nemmeno diventato psicopatico, mi sono semplicemente reso conto di quante volte sarebbe potuto succedere a me, ai miei amici o aver causato a qualcun altro una cosa del genere.
State all’occhio e non smettete di fare festa, sono io il primo a dirlo e a farlo, solamente fatelo pensando in anticipo alle conseguenze. Non ne vale la pena
Ciao ragazzi, ci vediamo tra pochissimo!!!! Son troppo contento!!!! Yuppi!!!! 
Paolo